Giacinto Cerone
E' nato in Basilicata nel 1957. Scultore, vive a Roma ed ha al suo attivo numerosissime mostre in Italia e all'estero.
"...Quello che sto facendo è raccontare la malattia della scultura, la sua agonia, la sua morte..."
Luccicante e ingannevole barbaglio della ceramica.
Dal 1991, a Faenza, Cerone ha voluto e ritrovato una delle materie più affascinanti della storia dell'arte carica di passato, ma così
attuale nella modernissima politezza e brillantezza delle superfici. Lanciato all'inseguimento sentimentale di Arturo Martini e Lucio Fontana,
Cerone ha corteggiato, amato e violentato l'ennesima materia, forzandola ad una Forma che definisce uno spazio colto nell'attimo stesso dell'esplosione.
Volumi squilibrati dai profili acuti, resi sensibili nelle zone più esposte da calchi di moduli decorativi e apparati floreali, quasi a voler tranquillizzare
dalla violenza che traspariva da una materia passata per il fuoco.
L'arrivo della ceramica da parte di Cerone, comporta l'introduzione del colore come elemento qualificante della stessa Forma.
Il colore quindi per Cerone non è decorazione, ma al pari di quanto si può dire nell'ambito della pittura, è decisivo del significarsi della Forma.
Non sono molti gli artisti che stanno riuscendo a rinnovare il linguaggio dei media classici mantenendosi solo all'interno del loro specifico, non rimanendo vittime degli ammodernamenti più banali
offerti dall'uso degli effetti delle nuove tecnologie.
La scultura di Cerone è sporca, nervosa, espressiva delle tensioni che ci attraversano, fa i conti con la tradizione, tanto che in essa riconosciamo molteplici passati,
ma al contempo rielabora continuamente i parametri concettuali e ambientali della nostra attualità. E' anche per questo e non solo per un coinvolgimento sentimentale che la guardiamo e la sentiamo presente.
Altri artisti della galleria:[Bubani] [Fioroni] [Galliani] [Gatti] [Manzoni] [Sampaio] [Tura]
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