Driade
Mobili e prodotti in serie e che per questo potrebbero essere considerati troppo uguali, ma che invece uguali non sono.
Mutano in sintonia con la creatività del progettista, con la sensibilità del proprietario di e secondo i modi con i quali la casa è abitata.
Mutano con i contesti culturali del paese, ma anche con la fisicità del luogo stesso; la luce, il mare, il cielo, gli alberi.
Tutto questo dimostra una volta di più la duttilità di un prodotto seriale come quello di Driade.
Duttilità nell'apparire diverso, pur essendo sempre il medesimo. Anzi, andando più in là fino alle estreme conseguenze, potremmo dire che questi mobili finiscono per essere frammenti di un discorso molto speciale che è la maniera di pensare, o meglio il mondo della casa DRIADE.
Un mondo dove librerie armadi, contenitori, che appartengono ad un unico sistema, il sistema "Oikos", cambiano al punto di perdere la loro connotazione di mobili: si adattano all'architettura e ne adattano il linguaggio, assecondando le diverse istanze progettuali, creando così, nell'unicità del sistema, soluzioni formali e tipologie diverse.
Il sistema "Oikos" diviene elemento di qualificazione dello spazio domestico, entrando in relazione con il processo progettuale dell'architetto, proprio perchè ambedue appartengono in maniera inscindibile alla cultura dell'architettura e dell'abitare.
Tutto questo avviene perchè si stabiliscono stretti rapporti tra architettura ed arredo, originati da naturali e logiche affinità elettive.
Mobili singoli, nati dall'eterogenea creatività dei progettisti che lavorano per DRIADE, che si fanno portatori di indicazione per nuovi modi di concepire l'arredo e l'abitare.
Sono tavoli, sedie, letti, che animano gli spazi domestici con la loro forte figuratività.
Figuratività forte e a volte pacata, emblematica di ciascun progettista.
E' per questo che abbiamo guardato così anche agli spazi dove molti di loro vivono e lavorano: lo studio di Adolfo Natalini, di Borek Sipek, di Antonia Astori, di Ron Arad, ma anche la casa studio di Oscar Tusquets, la casa di Toyo Ito, la casa di Rodolfo Dordoni e la barca di Philippe Starck, che ci porta verso un mondo nuovo.
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